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AMERICA/BRASILE - La visita dei missionari alle comunità dell’Amazzonia: “momento di festa e di gioia"

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Posted on: 05/14/18
São Gabriel da Cachoeira – “In molte comunità dell'Amazzonia, la presenza del sacerdote si riduce a una o due volte l'anno, il che rende l'arrivo dei missionari non solo un momento sacramentale, ma anche un giorno di festa, per la presenza di un rappresentante ecclesiale che condivide con la gente ciò che è quotidiano per loro”. Lo afferma all’Agenzia Fides padre Luis Miguel Modino, missionario spagnolo Fidei donum che lavora tra le comunità dell’Alto Río Negro, che fanno parte della diocesi di São Gabriel da Cachoeira, nella regione di confine tra Brasile, Colombia e Venezuela.
“Le cosiddette ‘itineranze’ attualizzano il modo di vita della Chiesa primitiva, in cui gli apostoli e i loro inviati portavano la gioia del Vangelo in tutti i luoghi” prosegue padre Luis Miguel, aggiungendo che "sono comunità che vivono la loro fede partendo da un sentimento che scaturisce dalla propria esperienza di vita e che insegna a scoprire un modo di mettersi in relazione con Dio che non aderisce ai parametri razionali".
Questo sperimentano i missionari che visitano queste comunità durante l'esperienza degli ‘itinerari’, specialmente quando arrivano per la prima volta. Eurides Alves de Oliveira, religiosa della Congregazione del Cuore Immacolato di Maria, che ha accompagnato p. Modino in uno dei suoi ultimi itinerari lungo il Rio Negro, sottolinea a Fides che visitare le comunità è "un'esperienza unica di convivenza". La suora dice di essere stata "contenta della semplicità e della capacità di accogliere e condividere delle persone, che nonostante il poco che hanno, vivono l'esperienza della gratuità".
Nelle comunità indigene dell'Alto Río Negro, afferma la religiosa, "si scopre una fede pura e originale", e si conferma "che il Regno di Dio appartiene ai piccoli e diventa una realtà in piccoli gesti, come pregare, ascoltare, osservare, celebrare insieme".
Un elemento che la religiosa evidenzia è "la presenza di molti bambini, e tutti vanno a scuola", ma allo stesso tempo, esprime a Fides la sua preoccupazione "per quello che potrebbe essere il futuro di questa generazione". Non si può dimenticare che si tratta di luoghi in cui "esistono dinamiche di vita differenti, che si esprimono nel modo proprio di misurare e comprendere il tempo, o nel fatto che i fiumi sono l'unico mezzo per spostarsi".
La religiosa, dopo aver conosciuto queste comunità, spiega a Fides che “questo è il luogo dove deve stare la Chiesa, dove vive la gente". In questo senso, esiste una “sfida culturale per l'evangelizzazione, nata da una visione del mondo molto diversa, che si concretizza nella necessità di evangelizzare partendo dalla cultura del popolo stesso". Infine, in una realtà in cui la presenza del sacerdote è saltuaria, la missionaria evidenzia "la dedizione dei leader e dei catechisti affinché la comunità rimanga viva".


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